Concept per Content Marketing VS AI Overview: uomo con sguardo di panico davanti allo schermo del computer

Come deve cambiare la strategia di Content Marketing con l’arrivo di AI Overview

Chiunque in questi mesi abbia effettuato una ricerca su Google si è accorto di una novità: Google propone già in SERP le risposte, suddividendole in cluster tematici. Una comodità, senza dubbio, dal punto di vista dell’utente: risparmio di tempo, nessun bisogno di aprire decine di schede, scorrere lunghi articoli o chiudere pop-up invadenti.

Ma per gli addetti ai lavori cosa cambia? È un bel problema, che si traduce in visite a picco, calo di posizionamento e perdita di traffico organico. Non si parla solo di chi monetizza tramite banner pubblicitari: l’impatto riguarda anche le aziende che usano i contenuti per veicolare l’attenzione su prodotti o servizi, i professionisti che puntano alla lead generation, gli e-commerce che costruiscono fiducia attraverso articoli informativi e persino le realtà che sfruttano i blog come canale di personal branding. In tutti questi casi, meno click significano meno opportunità di contatto, di relazione e, di conseguenza, meno possibilità di conversione.

‘’Inizialmente AI Overview compariva in meno dell’1% delle ricerche totali, ma con il rollout massivo, oltre l’11% delle ricerche presenta un risultato generativo AI.’’

(Fonte: SeoZoom White Paper luglio 2025)

Il problema: il click zero

AI Overview porta con sé un effetto collaterale pesante: riduce drasticamente i click verso i siti web. Una realtà che ridefinisce tre fattori chiave per ogni brand e professionista digitale: visibilità, traffico e autorevolezza online.

Per anni, l’obiettivo del Content Marketing è stato conquistare la SERP e attirare utenti sul proprio sito. Oggi però Google offre già la risposta, e in molti casi completa.

Risultato? La prima pagina in SERP non basta più. Bisogna ripensare tutto: dall’intento di ricerca che scegliamo di intercettare, ai canali che utilizziamo per distribuire i contenuti.

La soluzione: una nuova strategia di Content Marketing

Il cambiamento non significa la fine del Content Marketing, ma la sua evoluzione. Anzi: questo scenario spinge brand e professionisti a progettare contenuti più completi, più mirati e soprattutto meno dipendenti da Google. Sì, tutto molto bello in teoria. Ma come si mette in pratica?

Innanzitutto, il supporto di un’agenzia di comunicazione come Creativi Digitali permette di avere sempre una strategia che guarda al futuro della comunicazione digitale, anticipando le problematiche e trovando soluzioni mirate come, ad esempio:

1. Scrivere per intenti di ricerca articolati

L’AI Overview risponde bene a query semplici. Ma quando la ricerca si fa complessa, quando c’è bisogno di confronto, di esperienza, di analisi… lì un contenuto umano, ben pensato e strutturato, fa la differenza.

Scrivere per intenti articolati significa rispondere non alla domanda “cosa”, ma alla domanda “come” e “perché”. Significa guidare l’utente oltre la sintesi di Google, offrendogli un percorso che arricchisce la sua conoscenza.

2. Strutturare i contenuti con la logica del chunking

La tecnica del chunking, ovvero la suddivisione del contenuto in blocchi tematici chiari e facili da navigare, permette di dare subito valore al lettore e allo stesso tempo tenerlo agganciato.

Più un contenuto è leggibile, scansionabile e “riutilizzabile” in singole parti, più aumenta la probabilità che venga condiviso o citato, guadagnando autorevolezza anche al di fuori di Google.

3. Portare il contenuto fuori dalla SERP

Se Google limita la visibilità organica, la strategia deve andare oltre. Ecco i canali principali da presidiare:

  • Email marketing: la newsletter diventa un asset prezioso. Non dipende da algoritmi, ti mette in contatto diretto con il tuo pubblico e ti permette di coltivare una relazione stabile.
  • Podcast: un formato che intercetta momenti diversi della giornata (in auto, in palestra, a casa) e crea un legame intimo con l’audience. Ideale per consolidare autorevolezza e raccontare storie.
  • Community online: forum, gruppi Facebook, community. Sono spazi di confronto e appartenenza che vanno oltre la ricerca e fidelizzano gli utenti.
  • Reel e YouTube: i video tutorial, le guide pratiche, i contenuti visuali hanno ancora enorme potenziale, soprattutto se distribuiti su piattaforme che favoriscono la scoperta.
  • Eventi digitali e fisici: momenti live in cui condividere competenze, stimolare interazioni e generare lead qualificati.
  • Social media: non solo come vetrina, ma come strumento di conversazione. Con le giuste strategie di sponsorizzazione, i contenuti possono raggiungere pubblici nuovi e segmentati.

4. Investire in strategie di conversione diretta

Non basta più generare traffico: bisogna trasformarlo in relazione stabile.

  • CTA chiare per iscriversi a newsletter o scaricare materiali esclusivi.
  • Lead Magnet (white paper, ebook, checklist, webinar) che offrono valore in cambio dei dati di contatto.
  • Funnel di vendita mirati, per accompagnare l’utente in un percorso graduale di avvicinamento al brand.

Il vero obiettivo non è più solo “essere trovati”, ma non dipendere dalla ricerca su Google per mantenere il contatto.

La prospettiva di Creativi Digitali

In Creativi Digitali accompagniamo aziende e professionisti in questa nuova fase. Dalla progettazione di un piano editoriale alla distribuzione dei contenuti, dall’email marketing ai podcast, fino alla gestione delle sponsorizzazioni social e alla realizzazione di eventi online e onlife: costruiamo percorsi su misura che mettono al centro la relazione con le persone.

Perché i contenuti, oggi più che mai, non servono solo a essere letti. Servono a creare connessioni.

Interessante, vero?

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