Concept per socialnetwork: giovani della GenZ che guardano lo smartphone, dal quale escono icone illustrate a tema moda, cibo, tecnologia etc.

C’è un gesto che tutti facciamo ormai per ottenere risposte su qualsiasi domanda: aprire una barra di ricerca. Fino a poco tempo fa significava digitare su Google, oggi sempre più spesso vuol dire scorrere TikTok, Instagram o YouTube. Non è una sfumatura, è un cambio radicale nelle abitudini digitali. E per chi fa comunicazione aziendale, questo non è un dettaglio. È un dato da tenere in considerazione.

Una generazione che cerca altrove

Una recente ricerca di Forbes (Forbes, 31 May 31 2024) ha fotografato un dato eloquente: la Generazione Z (i ‘’primi nativi digitali, indicativamente nati tra 1997 e il 2012) usa Google il 25% in meno rispetto alla Generazione X (i nati tra il 1965 e il 1979). Un quarto degli utenti dichiara di usare solo o principalmente i Social Network per cercare informazioni online. Una abitudine ormai consolidata e non solo un trend passeggero. Se un Gen Z vuole scoprire un nuovo brand, difficilmente parte da un motore di ricerca. Più probabilmente lo trova su TikTok, lo vede in una Stories o lo intercetta in un Reel su Instagram.

Non solo intrattenimento: i social come motore di scoperta

Per anni i social sono stati il luogo dello svago, della conversazione e dell’engagement. Oggi diventano strumento di scoperta. Un terzo delle persone accede a internet esclusivamente da smartphone e, su mobile, il passaggio tra contenuto e ricerca è immediato. Apro TikTok per guardare un video e finisco per scoprire un ristorante. Scrollo Instagram e incontro un nuovo brand di moda. Cerco un tutorial su YouTube e, nel frattempo, valuto un acquisto.

La differenza sta tutta nel linguaggio: i social offrono contenuti visivi, brevi, immediati. Come per il settore food, dove gli snakable video sono i protagonisti. Ne abbiamo parlato nel nostro articolo ”Snackable video: il nuovo linguaggio del food marketing digitale”.  La ricerca attraverso i social network non è una risposta “razionale” come quella di Google, ma una risposta esperienziale. Per le nuove generazioni, è così che si costruisce fiducia.

La sfida (e l’opportunità) per le aziende

Ma questi dati, cosa ci raccontano? Per chi guida la comunicazione in azienda, i numeri ci dicono che non basta più ottimizzare il sito per i motori di ricerca. Serve pensare a una strategia che metta i social network al centro anche come canale di discoverability. Non essere presenti su uno o più social, a seconda del pubblico di riferimento, significa semplicemente non esistere, almeno agli occhi di chi oggi rappresenta il pubblico di domani.

E non si tratta solo di esserci. Si tratta di esserci con contenuti che rispondano alle logiche di ciascuna piattaforma: un Reel su Instagram non funziona come un video su YouTube, e un contenuto su TikTok ha dinamiche tutte sue. La ricerca di Forbes conferma, ad esempio, che le persone cercano su TikTok soprattutto contenuti legati a beauty e makeup, mentre su Instagram prevalgono le ricerche di brand di moda. Capire queste sfumature significa intercettare meglio il proprio pubblico.

La brand discovery passa dai social

Un dato colpisce più di altri: il 24% delle persone dichiara di scoprire nuovi brand sui social ogni giorno.

Ogni giorno.

Questo trasforma i Social Network da canale di supporto a canale primario nella relazione tra aziende e pubblico, attraverso il quale è possibile non solo fare awareness o community building, ma anche presidiare l’intero funnel: dall’interesse fino all’acquisto.

Con i social che integrano sempre più funzioni di e-commerce (si pensi a TikTok Shop), la distanza tra scoperta e conversione si riduce. Il brand che sa sfruttare questi strumenti non si limita a farsi trovare: accompagna il cliente passo dopo passo, nel luogo in cui già si muove con naturalezza.

Perché le aziende non possono restare a guardare

Ignorare questo scenario significa perdere una fetta crescente di pubblico e le aziende che vogliono restare rilevanti devono accettare una verità semplice: oggi la reputazione, la visibilità e persino la vendibilità passano dai social network.

Questo non vuol dire abbandonare Google, ma affiancarlo a una strategia social strutturata, che sappia:

  • Creare contenuti ad hoc per ogni piattaforma
  • Integrare l’organico con campagne adv mirate
  • Ottimizzare l’esperienza mobile-first
  • Monitorare i dati per adattarsi ai cambiamenti

Il ruolo di un partner strategico come Creativi Digitali

Molte aziende hanno già percepito la portata del cambiamento, ma faticano a tradurlo in azione. Perché non basta aprire un profilo social e pubblicare qualche contenuto. Serve una regia, una strategia, un piano editoriale costruito sulle esigenze del brand e sulle abitudini digitali del pubblico.

Qui entra in gioco un partner come Creativi Digitali. Un team capace di unire dati e creatività, visione e operatività. Perché presidiare i social come nuovi motori di ricerca richiede competenze diverse: dal content design alla gestione delle campagne adv, dall’analisi dei trend alla capacità di trasformare insight in idee.

La domanda non è più dove cercano le persone. La domanda è se il tuo brand è pronto a farsi trovare, proprio lì, tra Post, Reel, Stories e Video.

Interessante, vero?

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