Computer, musica e immagini fanno parte del mio modo di lavorare da sempre. Ho iniziato a esplorare il digitale quando significava ancora collegarsi a una BBS con un accoppiatore telefonico, e da allora tecnologia e creatività hanno continuato a intrecciarsi nel mio percorso.
Negli anni ho lavorato come fotografo, graphic designer, tecnico del suono e sound designer, sviluppatore web, regista, montatore e motion designer. Non ho mai vissuto queste discipline come compartimenti separati: mi interessa il punto in cui linguaggi, strumenti e tecnologie si incontrano e diventano parte di un unico processo creativo.
La musica è l’altra grande costante. Come batterista e producer di computer music ho sempre lavorato sul rapporto tra ritmo, suono e immagine. Da qui è nata in modo naturale anche la mia attenzione per la produzione audiovisiva: regia, ripresa, montaggio, visual effects, motion graphic e, più in generale, la progettazione di produzioni in cui contenuto, linguaggio e tecnologia devono funzionare insieme.
Il web è entrato molto presto nel mio lavoro e non ne è più uscito. Ho seguito direttamente l’evoluzione delle tecnologie digitali, dai primi siti alle piattaforme contemporanee, mantenendo sempre un rapporto operativo con gli strumenti. Negli ultimi anni questo percorso si è esteso all’intelligenza artificiale, che considero non un ambito separato, ma un nuovo livello della stessa evoluzione: strumenti da conoscere, sperimentare e integrare con criterio nei processi creativi e produttivi.
In Creativi Digitali sono socio fondatore e direttore creativo. Il mio lavoro attraversa strategia, concept, regia e produzione, dall’idea iniziale alla sua traduzione in immagini, video, suono, motion e piattaforme digitali. Mi interessa mantenere una visione complessiva del progetto senza perdere il rapporto diretto con il fare, con gli strumenti e con le tecnologie che permettono di trasformare un’idea in qualcosa di concreto.
Nel 2010 ho scritto Arsenali Digitali per imprenditori coraggiosi, un libro dedicato alle opportunità offerte dai nuovi canali di comunicazione alle piccole e medie imprese. Molte delle tecnologie raccontate allora sono cambiate; l’idea di fondo, invece, è rimasta la stessa: capire gli strumenti prima di inseguirli, per poterli usare con consapevolezza.